Edison Palomino
"Amore e- godimento"
Antonio Canova - Amore e Psiche.
La gente s'innamora, questo è un dato di fatto, e Freud direbbe: "della propria immagine".
C'era una volta la scelta del partner da parte dei genitori, che
serviva a dare una cornice al godimento del corpo. Essi introducevano
l'atto simbolico come condizione per l'unione dei corpi. Era un modo di
garantire non solo la riproduzione ma anche quel piacere che si prova
quando i corpi s'incontrano nell'intimità delle lenzuola.
Quest'operazione rappresentava un vero taglio immaginario. Un taglio
all'innamoramento e ad ogni fiaba che esso produceva, come per esempio
quella del principe azzurro. Se allora un principe azzurro c'era, era
quello dell'ideale dei genitori.
Con il frantumamento dell'ordine
simbolico, già avvertito nel ‘600 da Pascal "I cieli tacciono" e
ribadito da Nietzche nel ‘800 "Dio è morto". Le cornici che una volta
tenevano i legami sociali, oggi non tengono più perché svuotate dal loro
sapere. Un esempio:
La vita privata ha annullato la vita
pubblica, invadendola e sovvertendola. Ciò che una volta si faceva tra
quattro mura, oggi si fa a cielo aperto. Le mura dell'intimità sono
cadute ancora prima del muro di Berlino. La gente si abbandona ai
piaceri del corpo nella via pubblica: discoteca, parco, sui tetti, grande fratello, ecc.
Questa via libera al piacere del
corpo, produce un delirio di credenza. Gli uomini si credono liberi ma
in realtà sono schiavi, burattini di un godimento che li eccede, e il
colmo! che li procura sofferenza. La gente s'innamora, questo è
un dato di fatto, e Freud direbbe: "della propria immagine". Uomini e
donne, confondendo l'amore con l'innamoramento, finiscono intrappolati
nelle reti dell'amore narcisistico. E non riuscendo a fare a meno dalla
separazione del corpo dell'altro, perché di mezzo ci sono delle promesse
speculari che promettono l'amore eterno, soffrono.
Dante diceva
che l'amore si trova seduto nella porta dell'inferno, Cupido ne sapeva
qualcosa. Anche lui era stato vittima degli effetti immaginari
dell'amore finendo fottutamente innamorato di Psiche, al primo colpo ...
di fulmine. Psiche, bella graziosa fanciulla sepolta nella solitudine,
dalla sua bellezza.
Come Psiche, i casi della vita ci insegnano
che c'è questa bellezza dell'immagine del corpo che fa da ostacolo
all'amore. C'è qualcosa che si fissa nell'immagine e parassita l'amante.
Potremmo includere nel nostro sacchetto quella bella biondina di nome
Marilyn Monroe.
Andare al di là dell'immagine non è un'operazione
che avviene attraverso la ragione o qualche tipo di ommaggio alla
bruttezza. Ma attraverso le cadute della vita, che aprono i solchi di
quella cicatrice strutturale, con la quale ogni uomo-donna ha a che
fare. Sempre e in ogni caso.
Scriveva Vallejo, poeta Peruviano:
"Ci sono colpi nella vita
[...] come l’odio di Dio; come se di fronte ad essi,
la risacca di tutto il sofferto
ristagnasse nell’anima…Io non so!"
I colpi dell'amore come quelli della vita, ci buttano a terra, ci
segnano, ci dividono in quello che siamo e in quello che credevano di
essere. L'assunzione dei colpi dell'amore, del dolore che esso
procura, permette mostrarsi all'altro con la propria cicatrice; porsi in
un al di là di ogni forma speculare. Indirizzarsi verso un nuovo amore
che in cambio ci donerà quel pizzico di felicità che organizzerà la
nostra vita umanizzando il reale. Dico "pizzico di felicità"
perché per Freud, a differenza di tutti i grandi pensatori della storia
umana, la felicità in quanto tale "è umanamente irraggiungibile".
Cosa domanda chi si rivolge al terapeuta? Un pizzico di felicità, solo un pizzico, niente di più.