martedì 4 maggio 2021

 

EDISON PALOMINO
"Il padre degno d'amore"


Si crede che la funzione più importante del padre sia quella di educare i propri figli, di trasmettere loro le regole. In realtà la funzione paterna più che dare regole è quella di prendersi cura della propria donna, del suo desiderio e in questo modo garantire che ella non venga immersa nella maternità: una madre tutta madre per quanto dolce e buona fa sempre danni. Alleggerire la propria moglie dal peso della maternità è una delle funzioni del padre. Forse la più importante. 
Il padre è chiamato a farsi scegliere, ad essere lui il preferito della sua donna. È in questo modo che viene riconosciuto a pieno titolo, agli occhi dei figli, come l'uomo della sua donna e padre dei suoi figli: un padre 'degno d'amore'. 

Alcune versioni del padre 

Il padre padrone, padre ideale, colui che introduce la legge attraverso forzature e maltrattamenti. La sua morte viene salutata con gioia dai figli. 
Il padre umiliato, colui che non gode del rispetto della sua donna; dimenticando il suo desiderio viene spremuto come un limone dai figli.
Il padre degno d'amore, colui che, per via delle sue mancanze (i suoi difetti), introduce la legge umanizzante attraverso la cura e l'amore per la sua donna.

Queste sono alcune delle versioni del padre. 

In foto il capolavoro di Lisippo, intitolato:  Sileno tiene in braccio Dioniso bambino.

Dott. Edison Palomino
Specialista in psicoterapia psicoanalitica 
Riceve su appuntamento al 345 453 4832.
Consulenze in tre lingue: italiano spagnolo e inglese;
anche tramite Skype: dr.edisonpalomino

 

EDISON PALOMINO
"Il desiderio è il desiderio dell'Altro"

 
 
Ogni forma di nascita, di arrivo al mondo, è preceduta dal desiderio dell'Altro. Il primo grande Altro sono i genitori: papà e mamma (È così ancora, nonostante le nuove forme di famiglia che introduce la società contemporanea). Ecco perché dobbiamo sempre aver a che fare con ciò che loro hanno disegnato per noi: il nostro destino.
Quelle che sono le abitudini e i doveri sono qualcosa che ci viene da loro trasmesso, è il rispetto per la legge e le regole che organizzano il mondo, ma quello che ignoriamo in questo imperativo è che gli affetti, e cioè il modo di amare e di desiderare, è qualcosa che impariamo attraverso 'identificazioni inconsce' che vanno a costituire il nostro <Io>. Per questo quando il sofferente si rivolge ad uno specialista, il quale lo riempe di consigli e suggerimenti sul come vivere, non solo non si sente capito ma perso, perché tutto ciò che riceve sono degli ideali che non hanno a che fare con lui. 

Un esempio concreto lo troviamo in una barzeletta:

Paziente: Ho fatto tutto quanto mi ha suggerito. 
Dottore: E come si sente?
Paziente: A dire il vero è come se fosse la sua vita e non la mia.

Ecco perché quando alcuni specialisti della mente annullano la storia del soggetto in nome del 'qui ed ora', fanno violenza, a loro insaputa, su qualcosa che si trova all'origine e che chiede continuamente, attraverso i sintomi, di essere riconosciuto. Per questo la psicoanalisi non si ferma al sapere universitario: fare anni di studi, diventare iperspecializzati, aprire uno studio e vedere pazienti. Ma si eleva a ciò che ha a che fare con questioni esistenziali. 
L'etica della psicoanalisi è l'etica dell'inconscio, per questo chi vuole servirsene deve fare l'analisi personale:: risolvere le sue questioni personali, i suoi sintomi, spogliarsi dagli ideali che lo hanno costituito.
Chiunque voglia aver a che fare con quel marchio originario, che qui chiamo desiderio, che ha morso la pelle della sua soggettività, segnandolo per sempre, è chiamato a rivolgersi ad uno specialista, se non abbastanza almeno, sufficientemente analizzato. Questo forse non lo aiuterà a ritrovare la felicità perduta ma gli permetterà di ricostruire il suo Essere e in questo modo avere un rapporto diverso e più sereno con sé stesso e con gli altri. Ecco una nuova forma di rendere la vita degna di essere vissuta.

In foto il capolavoro di Donald Zolan, intitolato: Tesori di famiglia

Dott. Edison Palomino
Specialista in psicoterapia psicoanalitica.
Si occupa di minori, adulti e genitorialità.
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EDISON PALOMINO
"L'amore narcisistico"



 
Nei rapporti c'è sempre in gioco l'illusione dell'amore eterno, illusione che, una volta caduta, esprime il suo lamento in questi termini, una penna e uno scrittore, Samuel Beckett:

"Se non mi ami tu, non sarò mai amato. Se non amo te, non amerò mai"

Ogni forma di amore insostituibile, non è altro che uno degli effetti dell'amore narcisistico.
L'idea che dopo quell'amore non ce ne sarà un altro, è la testimonianza di un'impossibilità a rinunciare alla propria immagine, immagine che prendeva forma nell'amato: specchio in cui si rispecchia l'amante. Per questo per uscire da questa dinamica immaginaria, bisogna tener conto qualcosa di fondamentale quando ci si avvia in una relazione: bisogna non solo imparare a conquistare ma anche a perdere. E quindi a saperci fare con questa perdita che va a toccare il nostro Essere nella sua essenza di mancanza, d'incompletezza.
È a partire dal riconoscimento di questa costituzione originaria che ci si avvia verso l'umanizzazione di quella ferita infernale che lascia la fine di un a-more.

In foto 'Bella come un Fiore', dipinto di Alessandro Siviglia.

Dott. Edison Palomino
Specialista in psicoterapia psicoanalitica.
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 EDISON PALOMINO

"Bulimia e Anoressia" 


Non ogni forma di magrezza è anoressia e vale lo stesso per la bulimia. Sia l'una che l'altra non si riducono al bisogno dell'organismo. Nell'anoressia ritroviamo un punto mortifero, radicale, delle identificazioni a cui l'anoressica si appiglia lasciandosi cadere, per sempre. 
In alcune forme di magrezza ritroviamo ancora la dimensione del desiderio o di un suo surrogato, un qualcosa che funziona come un desiderio che fa da cornice per il soggetto. È questo l'insegnamento che traggo da alcune mie pazienti, ragazze che lavorano nel mondo della moda.
Per la psicoanalisi il fenomenologico ha un suo ruolo perché dice qualcosa del soggetto, ma rimane comunque secondario.
La grande scoperta di Lacan nell'anoressia è l'esistenza dell'"oggetto niente" di cui l'anoressica si nutre. Per questo bisogna imparare l'arte della clinica psicoanalitica per togliere gentilmente all'anoressica, quel niente di cui si nutre.

In foto il capolavoro di Baird Hoffmire, Mirror.

Dott. Edison Palomino
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EDISON PALOMINO

  "Infanzia: campo del desiderio" 


                                         
Il passaggio dalla natura alla cultura è un momento delicato per il bambino, i cui effetti si vedono nell’adolescenza. In questo senso l’adolescenza fa da bussola, da testimone dell’avvento o meno di ciò che per Freud è la condizione per fare accesso alla civiltà e cioè la rinuncia pulsionale.
Nietzche, considerato da Freud uno dei pochi uomini a conoscere in profondità i sentimenti umani, nota un problema nella cura dei bambini. Dice lui, che da una parte c’è una componente regressiva e inibente e, dall’altra, un troppo di disinfantilizzante. Come leggere quest’affermazione? Anche in modo semplice, attraverso alcuni esempi presi dalla letteratura.
In madame Bouvery di Flaubert abbiamo l’immagine del bambino viziato che corre scalzo e va in giro nudo, dice Flaubert, come i cuccioli delle bestie. 
Questo comportamento inibente che rischia di inchiodare il bambino in un infantilismo senza fine, è in contrasto con quanto la civiltà e il suo insieme di regole impone. Il troppo di disinfantilizzante invece è quell’eccesso, quella pretesa di fare dei bambini dei piccoli adulti. Questa posizione opprimente dell’adulto, in nome della buona educazione, rischia di annichilire la fantasia, di far cadere il desiderio.
Il capriccio infantile non è solo un annullamento delle regole, ma anche il momento in cui il desiderio si esprime nella sua massima potenza. E il desiderio è senza oggetto, anche questo ci insegnano i bambini: basta vedere come cambiano di oggetto in questione di secondi e questo è snervante per i genitori.
Elon Musk, il multimiliardario proprietario della Tesla Motors, da bambino ha sempre sognato di andare nello spazio. Questo desiderio si è mantenuto vivo nel tempo. Nel 2012 ha raggiunto la Stazione spaziale con il suo razzo chiamato Falcon, in omaggio al Millenium Falcon di Star Wars. In un'intervista alla rivista Guardian ha detto che il suo obiettivo ora è quello di rendere la vita multiplanetaria. Ciò vuol dire semplicemente stabilire un'intera città su Marte. Non è a caso questo un sogno infantile?
Una volta a Lacan chiesero quale fosse il suo quoziente intellettivo, e lui rispose a sorpresa di tutti: “quello di un bambino di cinque anni”. In effetti l’infanzia rappresenta il campo del desiderio, anche per questo, dice Freud, i bambini preferiscono non andare a letto presto, perché la vita per loro è ancora interessante, a differenza degli adulti che non vedono l’ora di finire la giornata per andare a dormire. 
 
In foto il capolavoro di Georgios Iakovidis, Koukou.

Dott. Edison Palomino
Specialista in psicoterapia psicoanalitica.
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mercoledì 21 febbraio 2018

Edison Palomino
"Bella snella la monella"


Camminando quel mondano
dalle scarpe a form di chiappe
su quel rozzo e schiocco parco
incontrò la dolce mela
bella snella la donzella.

Oh preziosa Provvidenza
tua bellezza mia dolcezza
un mio bacio sciolga il ghiaccio
del tuo cuor infranto in pianto
da quel tonto falso incanto.

Serve rima più intensa
perché abbracci l'innocenza
di tua dolce Provvidenza
disse lei in confidenza
con un'aria di freschezza.

Camminando quel mondano
dalle scarpe a form di chiappe
su quel rozzo e schiocco parco
incontrò la dolce mela
bella snella la monella.
 
Edison Palomino
"Amore e- godimento"


Antonio Canova - Amore e Psiche.

La gente s'innamora, questo è un dato di fatto, e Freud direbbe: "della propria immagine".

C'era una volta la scelta del partner da parte dei genitori, che serviva a dare una cornice al godimento del corpo. Essi introducevano l'atto simbolico come condizione per l'unione dei corpi. Era un modo di garantire non solo la riproduzione ma anche quel piacere che si prova quando i corpi s'incontrano nell'intimità delle lenzuola. Quest'operazione rappresentava un vero taglio immaginario. Un taglio all'innamoramento e ad ogni fiaba che esso produceva, come per esempio quella del principe azzurro. Se allora un principe azzurro c'era, era quello dell'ideale dei genitori.

Con il frantumamento dell'ordine simbolico, già avvertito nel ‘600 da Pascal "I cieli tacciono" e ribadito da Nietzche nel ‘800 "Dio è morto". Le cornici che una volta tenevano i legami sociali, oggi non tengono più perché svuotate dal loro sapere. Un esempio:

La vita privata ha annullato la vita pubblica, invadendola e sovvertendola. Ciò che una volta si faceva tra quattro mura, oggi si fa a cielo aperto. Le mura dell'intimità sono cadute ancora prima del muro di Berlino. La gente si abbandona ai piaceri del corpo nella via pubblica: discoteca, parco, sui tetti, grande fratello, ecc.

Questa via libera al piacere del corpo, produce un delirio di credenza. Gli uomini si credono liberi ma in realtà sono schiavi, burattini di un godimento che li eccede, e il colmo! che li procura sofferenza. La gente s'innamora, questo è un dato di fatto, e Freud direbbe: "della propria immagine". Uomini e donne, confondendo l'amore con l'innamoramento, finiscono intrappolati nelle reti dell'amore narcisistico. E non riuscendo a fare a meno dalla separazione del corpo dell'altro, perché di mezzo ci sono delle promesse speculari che promettono l'amore eterno, soffrono.

Dante diceva che l'amore si trova seduto nella porta dell'inferno, Cupido ne sapeva qualcosa. Anche lui era stato vittima degli effetti immaginari dell'amore finendo fottutamente innamorato di Psiche, al primo colpo ... di fulmine. Psiche, bella graziosa fanciulla sepolta nella solitudine, dalla sua bellezza.

Come Psiche, i casi della vita ci insegnano che c'è questa bellezza dell'immagine del corpo che fa da ostacolo all'amore. C'è qualcosa che si fissa nell'immagine e parassita l'amante. Potremmo includere nel nostro sacchetto quella bella biondina di nome Marilyn Monroe.

Andare al di là dell'immagine non è un'operazione che avviene attraverso la ragione o qualche tipo di ommaggio alla bruttezza. Ma attraverso le cadute della vita, che aprono i solchi di quella cicatrice strutturale, con la quale ogni uomo-donna ha a che fare. Sempre e in ogni caso.

Scriveva Vallejo, poeta Peruviano:
 
"Ci sono colpi nella vita
[...] come l’odio di Dio; come se di fronte ad essi,
la risacca di tutto il sofferto
ristagnasse nell’anima…Io non so!"

I colpi dell'amore come quelli della vita, ci buttano a terra, ci segnano, ci dividono in quello che siamo e in quello che credevano di essere. L'assunzione dei colpi dell'amore, del dolore che esso procura, permette mostrarsi all'altro con la propria cicatrice; porsi in un al di là di ogni forma speculare. Indirizzarsi verso un nuovo amore che in cambio ci donerà quel pizzico di felicità che organizzerà la nostra vita umanizzando il reale. Dico "pizzico di felicità" perché per Freud, a differenza di tutti i grandi pensatori della storia umana, la felicità in quanto tale "è umanamente irraggiungibile".

Cosa domanda chi si rivolge al terapeuta? Un pizzico di felicità, solo un pizzico, niente di più.