martedì 22 giugno 2021

EDISON PALOMINO

"Psicoterapia e psicoanalisi" 

 


La psicoanalisi è una prassi senza regole ma non senza principi. E i suoi principi sono quelli dell’Inconscio che tiene conto dell’Io.  Per il padre della psicoanalisi, Freud, l’Io è il campo della coscienza e della percezione. Il narcisismo e l’Ego che la costituiscono sono degli elementi fondamentali per il soggetto. Per questo non c’è soggetto senza questi condimenti fondamentali per la soggettività umana.

In Joyce e nel piccolo Dick della Klein, abbiamo un esempio degli effetti dell’Ego in difetto. L’Io ha una struttura immaginaria ma non per questo è meno importante. D’altronde per Lacan l’immaginario, in quanto registro dell’esperienza umana, insieme al reale e al simbolico, ha un ruolo importante.
Freud parla dell’Ideale dell’io e dell’io ideale, perni importanti attorno cui gira un’analisi: "Wo Es war, soll Ich werden" - "Là dove era l'Es, deve venire l'Io".

Quando Freud parla dell’identificazione del bambino al padre, si riferisce a tutta quella successione di identificazioni che andranno a costituire il suo io. Anche Dora costituisce il suo io a partire dell’identificazione al padre. Lacan ci parla dell’io in quanto matrice, letto per le identificazioni. Tutta la faccenda dell’alienazione, il nostro rapporto con le identificazioni formatrici, importanti per fare accesso al desiderio dell’Altro, ce la giochiamo qui: nel campo dell’io in quanto formatore della relazione immaginaria. E Lacan lo dice in questo modo

“Perché ci sia relazione con l’oggetto bisogna che ci sia già relazione narcisistica dell’io con l’altro”.
 

Nella metafora della cipolla ripresa da Lacan, tocchiamo con mano questa dimensione dell’io in quanto letto per l’identificazione. L’io come la cipolla è fatto da vari estratti che lo costituiscono.

Dott. Edison Palomino
Specialista in psicoterapia psicoanalitica
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Consulenze in tre lingue: italiano spagnolo e inglese;
anche tramite Skype: dr.edisonpalomino



lunedì 21 giugno 2021

EDISON PALOMINO

"Un paradosso fondamentale"

 


La parola umana per via di un malinteso originario è strutturata da un paradosso fondamentale: da un lato tortura l’uomo ammalandolo; dall’altro, lo guarisce. È in questo modo che si presenta la parola per Freud, ed è proprio con questa dimensione con cui ha a che fare nel suo lavoro con i suoi pazienti.
La famosa «talking cure» scivolata dalla lingua di Anna O, rende conto di questa dimensione della verità sepolta nella parola che, una volta venuta a galla, guarisce il soggetto dai sintomi che lo fanno soffrire.
Freud in questo modo scopre il campo delle incidenze del rapporto dell’uomo con l’ordine simbolico, restituendo alla parola il suo valore, la sua complessità, per lasciarci in eredità ciò che può essere detto in questo modo: l’uomo è malato di parola. Ed è precisamente l’ignoranza o dimenticanza di questo punto a condannare all’oblio questa scoperta freudiana.
Nel seminario sulle “Psicosi” Lacan dirà che la parola è l’oggetto di scambio umano per eccellenza. In effetti non facciamo altro che, fondamentalmente, scambiarci parole. Per questo noi mettiamo in primo piano il rapporto del parlante con il linguaggio giacché l’uomo non solo deve rispondere agli incidenti del suo ambiente naturale, ma anche e soprattutto all’universo significante:

“L’uomo parla dunque, (dice Lacan), ma è perché il simbolo lo ha fatto uomo”.

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venerdì 18 giugno 2021

 

 EDISON PALOMINO 

"È ancora da capire"

 


Le nuove forme di potere introdotte per far fronte al COVID-19, sono dell’ordine di ciò che nel suo “1984” Orwell presagiva, ovvero il controllo delle masse da parte dei governi: tutto si vede, tutto si sente.
Il distanziamento dei corpi e le nuove forme di vita sociale virtuali sono di quest’ordine. Questa tendenza verso il virtuale non è qualcosa che nasce con il COVID-19, ma qualcosa che c’era da prima ma che con la pandemia si è formalizzata.
I colpi che ha inferto il virus hanno modificato l’immaginario collettivo e anche la nostra clinica. I seminari teorici e le analisi di controllo, introdotte subito dopo la creazione del Comitato Internazionale di Formazione nel lontano 1925, sono passati dalla loro forma presenziale a quella virtuale. Basta andare su Youtube per ritrovare un’infinità di seminari e di conferenze delle varie scuole psicoanalitiche tenute in questo primo anno di isolamento. Anche nel nostro campo il virus ha messo il sapere psicoanalitico a portata di mano.
Il remoto ha favorito questa forma d’incontro, attraverso lo schermo, con il corpo dell’altro nella sua forma spettrale, ovunque esso si trovi. Qualche settimana fa Jacques Alain Miller ha fatto la sua apparizione sul campo virtuale, per la prima volta, presentando il suo libro dal nome “Polemica politica”. Alla fine della quale ha riferito di essersi sentito bene. In effetti, qualche settimana dopo ha tenuto un’altra conferenza per i colleghi russi. Quanto durerà questa faccenda, questa prevalenza del virtuale, è ancora da capire.

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giovedì 17 giugno 2021

EDISON PALOMINO

"L’inclinazione dell’uomo all’autodistruzione"

La psicoanalisi ha tirato fuori il peggio dell’essere umano, ciò che abita nel cuore della sua soggettività ovvero la pulsione di morte, attraverso la quale evidenzia l’inclinazione dell’uomo all’autodistruzione.
È con questa sua scoperta che nell’Estate 1932, Freud fa luce alla domanda di Einstein su cosa fare per tenere lontana dagli uomini la fatalità della guerra.
Freud, nella sua lettera di risposta, scrive che la pulsione di morte «opera in ogni essere vivente e che la sua aspirazione è di portarlo alla rovina, di ricondurre la vita allo stato della materia inanimata». Nel suo “Avvenire di un’illusione” dirà che l’uomo è un essere d’intelligenza debole, dominato dai suoi desideri pulsionali. Questa naturale tendenza umana si ripresenta nelle sue varie forme e sfumature.
La pulsione, una forza costante, mira all'annullamento della parola e alle cornici che essa introduce per mediare il rapporto tra i simili. Lotta, aggressività, violenza, prestigio, sono solo alcuni nomi della pulsione di morte. Per questo Freud per far fronte al corpo pulsionale mette al centro del rapporto umano la parola. La sola a mediare, a limitare, a impedire l'annientamento dell'altro [...].

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mercoledì 16 giugno 2021

  EDISON PALOMINO

"Psicoanalisi e Scienza"

 

«Verso una soggettività migliore»

L’ideale esiste a condizione di non essere raggiunto. È questa la sua logica. Per questo parlare in termini di «soggettività migliore» è un'illusione, dato che il soggetto di cui parla la psicoanalisi è scisso, diviso dal linguaggio (il padre, secondo Lacan). La soggettività è costituita da questo reale. Anche lo scienziato quindi è immerso nel bagno del linguaggio come un pesce nel mare. Pertanto, il tentativo della scienza di rimediare a questo difetto originario è destinato al fallimento, ancor prima di iniziare. Lacan formalizza questo punto impossibile, impiegando diversi termini: L'Altro non esiste, il rapporto sessuale non esiste, La donna non esiste. È chiaro che Lacan non è Aristofane il grande comico ma c’è del comico in ciò che enuncia, o come lui dice: del buon vino. È come se per lui non esistesse nulla; tuttavia il suo enunciato segue una logica, quella del linguaggio, dalla quale trae questa conclusione: l’ultimo garante non esiste ma ciò che esiste è l'amore, l’unico a supplire l’inesistenza del rapporto tra i sessi. I poeti lo scrivono in questa maniera: l’amore, quella specie di ponte che mette insieme due abissi. L’amore è un incidente, frattura, qualcosa che non possiamo programmare, né controllare. Fall in love, questo termine inglese, descrive bene questa caduta in amore.

«Perlopiù stupidi»

La pandemia ha aperto la via all’invenzione, ma ha anche tirato fuori ciò che di ridicolo produce il mercato. Vedrete annunci in cui un gruppo di ragazzi, perlopiù stupidi, offrono dei corsi su come fare colpo su una ragazza e viceversa. Il corso si prefigge di insegnare non solo a saperci fare con l'altro sesso, ci garantisce anche che avremo trovato l'amore. Una volta una ragazza mi raccontava di essere stata assalita da un ragazzo mentre camminava per strada. Boom bella ragazza l'ho sorpresa vero? E lei spaventata gli chiese se fosse impazzito. Al che lui rispose: beh alla donna piace essere sorpresa. Lo aveva imparato in questi corsi. Ovidio aveva scritto secoli fa il suo arte di amare. Un vero capolavoro, che tuttavia, più che un manuale, è una una testimonianza dell’impossibilità dell’addomesticamento dell’amore. La scienza è alla ricerca dell'oggetto della felicità, per Freud la felicità non è umanamente raggiungibile, per lui l'oggetto non esiste. Per questo è in origine allucinato.

«Pulsione epistemologica»

Impiegare la frase “pulsione epistemologica” e cioè mettere insieme pulsione ed epistemologia è come mettere insieme dio e il diavolo. Questo mi ricorda Gustave Falubert, per il quale, dio e il diavolo hanno firmato il patto dell'universo con una stretta di mano sotto il tavolo. 

Per Freud la pulsione, la trieb, è una forza costante che non contiene un sapere. Anzi è esattamente l'opposto. Nelle sue conferenze di Rio, Jacques-Alain Miller, la definisce un vettore senza testa. Ecco la pulsione che si soddisfa sempre. E qui possiamo trovare una distinzione tra pulsione e inconscio. La pulsione non è l’inconscio. L'inconscio è articolato come un linguaggio. E’ un sapere che il soggetto misconosce. Quindi la pulsione non è l’inconscio e non è neanche l'istinto. Giacché l’istinto è un sapere, per questo fa da bussola agli animali. Non vedremo mai un cane o un cavallo uccidersi, nemmeno un serpente, tranne quello della bibbia, parlare. Cosa che non possiamo dire degli umani. Siamo malati di parola e questa è la grande scoperta della psicoanalisi.

L’Altro non esiste, l'inconscio sì. Ed è con i suoi effetti, le sue particelle incandescenti, che dobbiamo aver a che fare. Per questo mentre ci sarà un soggetto come Freud e Lacan lo intendono, cioè scisso, ci sarà psicoanalisi. Se la scienza o la religione, dice Lacan, non avrà vinto.

 
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martedì 15 giugno 2021

 EDISON PALOMINO

"Estratto del convegno di psicoanalisi di Kiev"

 

 

Il titolo di questa conferenza «Psicoanalisi e Virtuale: etica, metapsicologia: esperienza e pratica clinica da remoto», ai tempi del Coronavirus, ci introduce nel nucleo dell’esperienza psicoanalitica, senza il quale non ci sarebbe spazio per la psicoanalisi. O almeno, non per quella di Freud, la cui etica non è quella dello Stato, della burocrazia e la sua deontologia, ma quella dell’Inconscio. E l’inconscio è quel capitolo censurato che fa di ognuno di noi una marionetta del linguaggio, di cui, l’inconscio stesso è un effetto. Il drammaturgo tedesco Heinrich Von Kleist, nel suo “Sul teatro delle marionette”, ci fa toccare con mano questa dimensione dell’inconscio in quanto gravità che governa ogni movimento.
La legge dello stato è ciò che vale per tutti e in questo senso è disumanizzante. L’inconscio invece è ciò che rimanda alla singolarità radicale di ciascuno, al proprio godimento particolare. Esso è un fatto di parole ed ha a che fare con la legge del malinteso. E qui possiamo affermare con Lacan che l’inconscio collettivo non esiste, “Ci sono solo inconsci particolari, in quanto ognuno, in ogni momento, dà un piccolo ritocco alla lingua che parla”. Per questo nel linguaggio umano non si riesce mai a dire quello che si vuole; si finisce sempre per dire altro. Il tutto per via di questo malinteso originario, proprio dell’Inconscio, che per Freud non è altro che un sapere parlato e che è per questa ragione che è soggetto a interpretazione.
Ciò introduce per noi una dimensione Altra che tiene conto della legge dello Stato per preservare, per fare uno spazio alla singolarità di ciascun parlante. Soprattutto in tempi come questi, in cui, c’è una continua proliferazione di metodi e di tecniche che mirano alla normalizzazione dell’uomo e in tal modo all’annullamento della sua soggettività.

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lunedì 14 giugno 2021

EDISON PALOMINO
"Una fase di transizione"

 

La casa come il corpo è il luogo del godimento, del conflitto dei desideri: padre, madre, figli. Questo conflitto produce una costellazione di silenzi, pianti, urla, soffocamento ecc ecc. Chi ha seguito persone da remoto, in questo primo anno di pandemia, ha toccato con mano questa dimensione immaginaria.
Essa impedisce la circolazione della parola, lo spazio per la sua intimità. La parola non mira solo al blah blah ma anche alla produzione di un dire.
Tutti i dispositivi, in un certo senso, prendono il posto della casa, alla quale spetta il ruolo di grembo materno. Luogo in cui, diceva Plutarco, Cupido gioca a dadi. I dispositivi riducono gli uomini al bisogno, per molti di loro è una fatica rivolgersi ad un altro quando tutto ciò di cui hanno bisogno è un clic. E questo è un esempio della morte del desiderio.
In una conferenza di psicoanalisi alla quale ho di recente partecipato come relatore, un collega raccontava il caso di un ragazzo che seguiva le sue sedute dal letto. Ciò mi ha ricordato Lacan quando in riferimento a Shakspeare affermava che gli uomini dimenticando il loro desiderio, vanno nella tomba come vanno a letto la sera.
Quando una persona si sposta da casa per andare dal suo analista, entra in gioco l'oggetto transizionale di Winnicott. Il famoso fort-da di Freud, tempo della simbolizzazione. È in questo spazio che avvengono i flash di analisi. Quelle specie di lampi rivelatori di una verità. Vi sono diverse testimonianze analitiche di questo aspetto. Ma tutto questo ha a che fare con la logica della nevrosi.
Per molti soggetti psicotici, invece, i dispositivi hanno una funzione pacificante. L'isolamento dovuto al Lockdown ha portato loro un po' di pace, una boccata d'aria. Prima del lockdown si sentivano soffocati da questa richiesta di inclusione sociale. Ma che fine ha fatto la perversione in tutta questa faccenda? Ancora una volta la perversione resta, il punto di domanda. Qualcuno di Voi ha avuto a che fare con soggetti perversi? Qualcuno che sia stato da loro angosciato?.
Il VIRTUALE non è la FANTASIA. Trovo utile distinguere questi due significanti. È con la fantasia che il nevrotico supplisce quel pezzo di piacere che nella realtà non può ottenere. Mentre per lo psicotico, la fantasia è ciò che gli serve per ricostruire una nuova realtà, con tutte le sue forze, diceva Freud in riferimento al Presidente Schreber. Il Virtuale non è mancante di regole e di leggi. Lacan diceva che le parole venivano da un campo che dovevamo dedurre fosse VIRTUALE. Non lo possiamo vedere né toccare ma esso opera in ogni momento. E questo luogo virtuale, servendosi della topologia, lo ha chiamato "A": il campo del tesoro dei significanti.
Il VIRTUALE di cui stiamo parlando è IMMAGINARIO, certo, ma non manca di elementi reali e simbolici. L'economia umana, per esempio, è virtuale. Pretendete i principi della Bitcoin e vedrete come essa cerca d’introdurre un cambiamento economico epocale. Ma perché tutto questo funzioni, ci vuole un corpo. Abbiamo bisogno del nostro corpo per manipolare, per schiacciare, per fare online/offline. Il corpo non è completamente escluso, non è precluso. Per questo il virtuale non è una psicosi. Ma si tratta della presenza del corpo nella sua forma spettrale L'organismo è reale, il corpo invece è immaginario, Gestalt, consistenza mentale che trova la sua forma ortopedica davanti allo specchio.
La psicoanalisi non si riduce al Virtuale per il semplice fatto che essa è il campo del godimento e del desiderio nella loro dimensione reale. E per questo ci vuole la presenza del corpo.
Lacan nel suo Seminario "Il rovescio della psicoanalisi" afferma che il luogo pre-interpreta, e in questo modo esso fa cornice. La posizione dell’analista, in quanto luogo particolare, segue questa logica significante.
La pandemia per COVID-19 ha introdotto una fase di transizione, non una fase definitiva. Nonostante i vaccini si mostrino insufficienti. E le varie esperienze da remoto, tornate alla loro dimensione presenziale. Sono una testimonianza di questa fase di transizione.
 
Dott. Edison Palomino
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martedì 8 giugno 2021

 EDISON PALOMINO
"La malattia del lamento"
 
 
 
Il mistico e maestro spirituale indiano, Osho Rajneesh, più noto al mondo come Osho, diceva.

“Quando una cosa è negativa, tienila per te; quando è positiva, condividila".

Ci sono molti rapporti in cui la lamentela della propria sofferenza è l'oggetto principale. Essere negativi nei confronti della vita è un'altra forma di lamento sterile di ciò che non va.
Questa forma precaria di rapportarsi agli altri non tiene, infatti lo si vede quando dopo un po il rapporto finisce: ed ecco la piccola canaglia che va in giro a lamentarsi che la colpa è sempre dell'altro che non la capisce. Per guarire dalla malattia del lamento è utile servirsi del proverbio del maestro indiano e condividere cose, idee e esperienze positive.
Fate prima a condividere le vostre esperienze negative con un professionista (psicologo, psicoterapeuta o psicoanalista). Starà a lui il compito di aiutarvi a introdurre cornici simboliche che non vi faranno perdere in diavolerie immaginarie.
Addio lamento! Addio pianto! Addio a tutto ciò che solo genera dolore e sofferenza gratuita. 

In foto frammenti del Compianto su Cristo morto, ca.1485-89, terracotta, già Chiesa Sant'Antonio di Castello, Venezia, Musei Civici di Padova 
 
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venerdì 4 giugno 2021

EDISON PALOMINO

"Adolescenza, uno dei nomi della pulsione"

 

La psicoanalisi ci insegna che l'adolescenza è il momento della tirannia della pulsione, per questo, l'Altro, inteso come il campo della legge (famiglia scuola ecc), viene messo in scacco, frantumato. È un colpo alla civiltà e alle sue regole. Shakespeare diceva che l'essere umano dovrebbe dormire durante l'adolescenza e svegliarsi in età adulta. Era questo il sogno Shakespeariano: l'addomesticamento della pulsione.

Tutti conosciamo la complessità dell'adolescenza e quanto essa renda insopportabili i suoi soldatini, gli adolescenti. Ma ciò che sfugge all'educazione è il predominio del corpo libidico. L'educazione del corpo attraverso la ragione, era una pratica comune nella civiltà greca. La ginnastica, la musica e le altre arti, erano dell'ordine di ciò che chiamo: l'educazione del corpo attraverso la ragione e il proverbio latino "Mens sana in corpore sano" si iscrive bene in questo punto.

Nella sua "Etica", Spinoza ci presenta l'uomo schiavo delle sue affezioni: da inizio a fine. Così, le affezioni secondo Freud e Spinoza, sono sempre più potenti ed è questo uno dei motivi per cui gli adolescenti comunicano con il corpo, un corpo, ribadisco, affetto, turbato, dalle pulsioni. 
Anaïs Nin, scrittrice francese diceva che l'adolescenza è come un cactus. E un cactus non è accessibile al tatto umano, o almeno, non in modo diretto e senza conseguenze.
 
Dimostrazione:
un cactus nel giardino del vicino, allungate le mani per prenderlo e subito entreranno in funzione i riflessi del sistema nervoso, le cui reazioni rispondono al moto freudiano 'non basta volerlo'. 
 
L'adolescenza, come il cactus per Anaïs Nin, è il tempo della pulsione, motore del funzionamento del mondo umano. Essa travolge, irrompe, non solo nel corpo inteso come organismo (un mucchio di organi tenuti insieme da un sacchetto chiamato pelle) ma anche nel corpo della parola, pelle della soggettività. Per questo non sono gli adolescenti e le loro stramberie a fare dell'adolescenza un momento critico, ma tutto il contrario. È la pulsione ad avere il predominio su di loro e ad agitarli come dei burattini. Freud parla di pubertà e in questo modo fa dell'invenzione culturale dell'adolescenza, uno dei nomi della pulsione.
 
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giovedì 3 giugno 2021

 EDISON PALOMINO 

"Verso il fantasma"

Fëdor Dostoevskij, uno dei più importanti romanzieri di tutti i tempi scriveva:

"Ci sono cose che un uomo ha paura di dire anche a se stesso, ed ogni uomo ha un certo numero di queste cose nascoste nella sua mente".

Le parole non dette vengono nascoste, a volte, in un angolino della testa (per dirla metaforicamente giacchè la parola morde l'organismo tutto), altre volte, dietro l'ombra di sé stesse. Ma c'è una parola fondamentale che viene sepolta nell'inconscio, da dove fa il suo ritorno producendo sintomi nella mente, come nel caso delle ossessioni. Nell'organismo, com'è il caso delle varie forme di isteria in cui il corpo fa a modo suo, a volte anche spegnendosi. Tutto ciò che fa questione è sempre legato ad una parola, ad una frase fondamentale che ha ordinato la nostra realtà soggettiva, a nostra insaputa. Per questo nel lavoro clinico l'elemento fondamentale è l'ascolto, l'ascolto di quelle parole che si nascondono dietro sé stesse.

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martedì 1 giugno 2021

EDISON PALOMINO

"Ritornello fuori senso"

 

La «lalingua» è la lingua originaria umana, ritornello fuori senso, fuori articolazione. È quella melodia originaria del bambino che, non significando nulla, dipinge un sorriso sul suo viso che dona alla madre gioie al gusto di felicità.

«Ob la di ob-la-da » dei Beatles, o quel «da ba dee da ba daa» degli Eifeel 65, sono dei ritornelli fuori senso, fuori articolazione che non significano nulla ma che tuttavia ci prendono.


Mi è capitato di sentire un piccolo bambino riprodurre un fischiettio del tutto particolare, fischiettio dotato di un suo colore, dolce melodia fuori senso capace di far danzare le stelle del cielo. Proprio come Giuseppina la cantante, quella dolce bambina del fischiettio da incanto nei racconti di Kafka.
Il fischiettio del bambino e il ritornello fuori senso della musica testimoniano l'esistenza di quel dolce godimento che si trova al cuore della lingua originaria, godimento che viene perduto non appena facciamo accesso al campo dell'Altro, ovvero non appena ogni suono assume una sua forma articolata.

Agu aga egu gada, diventa, mamma voglio il latte.

In questo passaggio avviene una perdita che segna l'essere umano per sempre. Ecco perché la psicoanalisi servendosi del linguaggio e delle sue leggi pone al centro della questione umana la perdita originaria [...].

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