EDISON PALOMINO
"Una fase di transizione"
La casa come il corpo è il luogo del godimento, del
conflitto dei desideri: padre, madre, figli. Questo conflitto produce
una costellazione di silenzi, pianti, urla, soffocamento ecc ecc. Chi
ha seguito persone da remoto, in questo primo anno di pandemia, ha
toccato con mano questa dimensione immaginaria.
Essa impedisce la
circolazione della parola, lo spazio per la sua intimità. La parola non
mira solo al blah blah ma anche alla produzione di un dire.
Tutti
i dispositivi, in un certo senso, prendono il posto della casa, alla
quale spetta il ruolo di grembo materno. Luogo in cui, diceva Plutarco,
Cupido gioca a dadi. I
dispositivi riducono gli uomini al bisogno, per molti di loro è una
fatica rivolgersi ad un altro quando tutto ciò di cui hanno bisogno è un
clic. E questo è un esempio della morte del desiderio.
In
una conferenza di psicoanalisi alla quale ho di recente partecipato come relatore, un collega raccontava il caso di un ragazzo che seguiva
le sue sedute dal letto. Ciò mi ha ricordato Lacan quando in riferimento
a Shakspeare affermava che gli uomini dimenticando il loro desiderio,
vanno nella tomba come vanno a letto la sera.
Quando
una persona si sposta da casa per andare dal suo analista, entra in
gioco l'oggetto transizionale di Winnicott. Il famoso fort-da di Freud,
tempo della simbolizzazione. È in questo spazio che avvengono i flash di
analisi. Quelle specie di lampi rivelatori di una verità. Vi sono
diverse testimonianze analitiche di questo aspetto. Ma tutto questo ha a
che fare con la logica della nevrosi.
Per molti soggetti psicotici, invece, i dispositivi hanno una funzione pacificante. L'isolamento
dovuto al Lockdown ha portato loro un po' di pace, una boccata d'aria.
Prima del lockdown si sentivano soffocati da questa richiesta di
inclusione sociale. Ma che fine ha fatto la perversione in tutta questa faccenda? Ancora una volta la perversione resta, il punto di domanda. Qualcuno di Voi ha avuto a che fare con soggetti perversi? Qualcuno che sia stato da loro angosciato?.
Il VIRTUALE non è la FANTASIA. Trovo
utile distinguere questi due significanti. È con la fantasia che il
nevrotico supplisce quel pezzo di piacere che nella realtà non può
ottenere. Mentre per lo psicotico, la fantasia è ciò che gli serve per
ricostruire una nuova realtà, con tutte le sue forze, diceva Freud in
riferimento al Presidente Schreber. Il Virtuale non è mancante di regole e di leggi. Lacan
diceva che le parole venivano da un campo che dovevamo dedurre fosse
VIRTUALE. Non lo possiamo vedere né toccare ma esso opera in ogni
momento. E questo luogo virtuale, servendosi della topologia, lo ha
chiamato "A": il campo del tesoro dei significanti.
Il
VIRTUALE di cui stiamo parlando è IMMAGINARIO, certo, ma non manca di
elementi reali e simbolici. L'economia umana, per esempio, è virtuale.
Pretendete i principi della Bitcoin e vedrete come essa cerca
d’introdurre un cambiamento economico epocale. Ma perché tutto questo
funzioni, ci vuole un corpo. Abbiamo bisogno del nostro corpo per
manipolare, per schiacciare, per fare online/offline. Il corpo non è
completamente escluso, non è precluso. Per questo il virtuale non è una
psicosi. Ma si tratta della presenza del corpo nella sua forma
spettrale L'organismo è reale, il corpo invece è immaginario, Gestalt,
consistenza mentale che trova la sua forma ortopedica davanti allo
specchio.
La
psicoanalisi non si riduce al Virtuale per il semplice fatto che essa è
il campo del godimento e del desiderio nella loro dimensione reale. E
per questo ci vuole la presenza del corpo.
Lacan
nel suo Seminario "Il rovescio della psicoanalisi" afferma che il luogo
pre-interpreta, e in questo modo esso fa cornice. La posizione
dell’analista, in quanto luogo particolare, segue questa logica
significante.
La pandemia per COVID-19 ha
introdotto una fase di transizione, non una fase definitiva. Nonostante i
vaccini si mostrino insufficienti. E le varie esperienze da remoto, tornate alla loro dimensione presenziale. Sono una testimonianza
di questa fase di transizione.
Dott. Edison Palomino
Specialista in psicoterapia psicoanalitica
Riceve a Milano su appuntamento al 345 453 4832.
Consulenze in tre lingue: italiano spagnolo e inglese;
anche tramite Skype: dr.edisonpalomino
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