EDISON PALOMINO
"È ancora da capire"
Le nuove forme di potere introdotte per far fronte al COVID-19, sono dell’ordine di ciò che nel suo “1984” Orwell presagiva, ovvero il controllo delle masse da parte dei governi: tutto si vede, tutto si sente.
Il distanziamento dei corpi e le nuove forme di vita sociale virtuali sono di quest’ordine. Questa tendenza verso il virtuale non è qualcosa che nasce con il COVID-19, ma qualcosa che c’era da prima ma che con la pandemia si è formalizzata.
I colpi che ha inferto il virus hanno modificato l’immaginario collettivo e anche la nostra clinica. I seminari teorici e le analisi di controllo, introdotte subito dopo la creazione del Comitato Internazionale di Formazione nel lontano 1925, sono passati dalla loro forma presenziale a quella virtuale. Basta andare su Youtube per ritrovare un’infinità di seminari e di conferenze delle varie scuole psicoanalitiche tenute in questo primo anno di isolamento. Anche nel nostro campo il virus ha messo il sapere psicoanalitico a portata di mano.
Il remoto ha favorito questa forma d’incontro, attraverso lo schermo, con il corpo dell’altro nella sua forma spettrale, ovunque esso si trovi. Qualche settimana fa Jacques Alain Miller ha fatto la sua apparizione sul campo virtuale, per la prima volta, presentando il suo libro dal nome “Polemica politica”. Alla fine della quale ha riferito di essersi sentito bene. In effetti, qualche settimana dopo ha tenuto un’altra conferenza per i colleghi russi. Quanto durerà questa faccenda, questa prevalenza del virtuale, è ancora da capire.
Dott. Edison Palomino

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