EDISON PALOMINO
"Cose di famiglia"
La donna fa il suo ingresso alla maternità tra sangue e dolori. È così che ci presenta l'atto di nascita il vecchio Plutarco. La
maternità della donna si materializza nell'urlo del neonato ma ha
inizio ancora prima e cioè nel momento in cui il neonato è stato da lei
desiderato. Così la madre con la sua voce, il suo sguardo e le sue cure,
segna il bambino, futuro adulto, per sempre.
La
madre è la prima educatrice per eccellenza, ella educa: nutre, pulisce.
Tutta la questione del trattenere e dell'espellere nel neonato, è una
risposta a questa richiesta materna.
La madre è
anche la prima psicoanalista per eccellenza; ella interpreta: "piange
perché ha mal di pancia", "sorride perché è felice".
La
madre è di tutto e di più nello stesso tempo, la sua funzione è a 360
gradi, anche per questo da qualche parte ho affermato che la sua origine
è terrena e non ha a che fare con il mondo divino.
L'origine
della maternità, la troviamo nella fantasia che mette in atto la
fanciulla. È a partire da questo momento che la donna è abbracciata dal
desiderio della maternità, chiaramente per un'identificazione alla
madre. In effetti i primi giochi della bambina hanno a che fare con la
cura dell'altro. La piccola prende la bambola, la
veste, la alimenta, la prende in braccio, ma soprattutto le parla e
capita che la bambola risponda, talvolta anche con dei capricci. Ma la
cosa sorprendente è che la piccola madre difficilmente perde la
pazienza.
Nel dolce mondo magico della fanciulla,
tutto prende vita ma non tanto per via dei bisogni primari che ella
offre, quanto per il fatto di parlare; è nelle parole e grazie ad esse
che persino un oggetto di plastica si umanizza.
"Madre" così è un significante, un nome, potente. Ed è per questo che ognuno dice della propria madre che, come lei, nessuna. È
la madre a introdurre il neonato nel mondo della parola e della
cultura, dove quest'ultimo gioca la sua partita. È in questo modo che
Freud ci presenta la maternità, momento in cui sono i significanti che
lei mette in circolazione a fare da matrice per ciò che sarà la
soggettività del piccolo uomo (o la piccola donna). È
importante distinguere il desiderio della madre dal suo godimento. Il
suo desiderio fa da cornice mentre il suo godimento è fonte di tutti i
mali. Ma questa frontiera tra desiderio e godimento viene limitata,
evidenziata, diciamo pure introdotta, dal padre reale. È qui che il
padre di carne e ossa viene chiamato in causa. Ed è proprio il limite
che lui introduce ad elevare la paternità a funzione.
Per
Lacan il desiderio è freno al godimento. E qui siamo già al secondo
tempo dell'Edipo ovvero nel tempo del Padre reale, momento in cui, egli,
attraverso l'interdizione, rende possibile l'umanizzazione del Reale. E
il reale non è la realtà. Il reale è senza legge.
Il
padre allora interdice non il bambino, non la madre, ma il godimento
della madre. È in questo modo che la donna non viene inghiottita dalla
maternità. Luogo in cui rischia di ritrovarsi: madre tutta madre.
Tutte
queste dinamiche, perlopiù inconsce, messe in atto nei primi anni di
vita del bambino, vengono da Freud incorniciate all'interno di questa
parolina da tutti noi conosciuta: Edipo.
E l'Edipo
di Freud non ha tanto a che fare con quella lettura ortodossa e
semplicistica che ci dice che il bambino va a letto con la madre dopo
aver ucciso il padre. Ma con l'umanizzazione del reale. È in questo senso che l'Edipo va a costituirsi come uno dei nomi del sintomo.
Tutte
le analisi allora passano attraverso la rememorizzazione di questo
tempo perduto. Una volta sdraiati sul lettino dell'analista, finiamo
sempre per parlare di papà e di mamma. O per dirla in altri termini: di
cose di famiglia. Ed è per questo che l'analisi
personale ha a che fare con la dura legge di Freud:
"Decifra il tuo
inconscio perché ciò che non volevi, ciò che non conosci, verrà usato
contro di te".
Mettendo
insieme le cose di famiglia possiamo affermare che la genitorialità è
uno dei nomi del reale. E ciò a partire dalle dinamiche contingenti che
ci sono in gioco [...].
Dott. Edison Palomino
Specialista in psicoterapia psicoanalitica
Riceve a Milano su appuntamento al 345 453 4832.
Consulenze in tre lingue: italiano spagnolo e inglese;
anche tramite Skype: dr.edisonpalomino
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