lunedì 10 maggio 2021

EDISON PALOMINO
"L'Altro non esiste: psicoanalisi, scienza e religione". 
 
 
Di fronte all'inesistenza dell'Altro, alla voragine lacaniana originaria, punto in cui, l'ordine simbolico trova il suo limite; siamo chiamati a inventare qualcosa da mettere in quel posto per via immaginaria. A questo serve il discorso.
La scienza, ad esempio, ci ha messo la fisica e la matematica.
La religione il significante Dio: garante dell'ordine del mondo e dell'Universo; offrendo in questo modo all'immaginario collettivo, l'esistenza di un mondo divino che è quello del "Padre eterno". Un padre che tutto può, persino, sottrarsi all'intelletto umano. Almeno è questa la concezione di Rousseau su Dio: un “grand’Essere” irraggiungibile.
Nonostante l'ammonizione, quella forma di lamentela, "padre perché mi hai abbandonato". Gesù non solo rappresenta la ricostruzione di quella specie di ponte rotto tra la terra e il cielo, ma soprattutto l'esistenza del Grande Altro. Al riguardo dirà Lacan, nel seminario "Il rovescio della psicoanalisi", che quel momento in cui Gesù rivolgendosi al cielo pronuncia: "Padre perdonali perché non sanno quel che fanno", non tanto rappresenta la salvezza degli uomini dal loro peccato ma l'esistenza del Padre. Gesù introduce in questo modo nel pensiero umano l'esistenza, nell'aldilà, di Dio, un Padre buono. È questa la grande opera di Gesù: non tanto salvare gli uomini ma il Padre, o se volete, salvare gli uomini attraverso il Padre. Gesù in questo modo si fa, per dirla con Winnicot, oggetto di transizione di un "Padre sufficientemente buono".
Poi, secoli più avanti, arriva Galileo con il suo "Dialogo dei massimi sistemi" e qualche anno dopo Pascal col suo “Silenzio degli spazi Infiniti”, per mettere in scacco l'esistenza del Padre come autorità suprema dell’Ordine del mondo e delle cose. Da quel momento i cieli tacciono, o, per dirla in modo biblico: il cielo si arrotola portandosi via le stelle e facendo del "Cielo stellato" Kantiano una nostalgia.
Era il 1880 quando Dostoevskij dalla bocca di uno dei suoi personaggi, nel suo noto,"I fratelli Karamazov", faceva scivolare la sentenza: "Dio non esiste". Affermazione siglata da Nietzsche due anni dopo, 1882, nella sua "Gaia Scienza". E ribadita, tre anni più tardi, 1885, dal suo uomo senza religione, Zarathustra: "Dio non esiste". Il significante Dio, garante dell'ordine simbolico è stato sostituito, non del tutto, dalla scienza, oggetto prezioso dell'uomo contemporaneo.
Questo dramma umano evidenziato da Freud nel suo “L’illusione di un avvenire”, lo ritroviamo nei personaggi di Becket nel suo "Aspettando a Godot", dramma che simbolizza l'attesa dell'arrivo di un Dio che non arriva mai. Molti anni prima, questa attesa umana, così ben rappresentata da Becket, era stata descritta da Freud come un'illusione. Ritroviamo la stessa situazione drammatica nel pastore Tomas Ericsson, personaggio centrale nel film di Bergmann intitolato: "Luci d'inverno".
La morte della moglie rappresenta per lui l'incontro con la voragine lacaniana: l'inesistenza dell'Altro. Ciò gli procura una serie di problemi perché non c'è modo di sostituire quel posto da lei lasciato, nemmeno con la fede, giacchè con la morte della moglie è stato messo in dubbio l'esistenza di Dio: "Padre perché mi hai abbandonato?".
La funzione della religione, è quella di dare una cornice simbolica, per via immaginaria, al reale umano, reale inteso come l'impossibile. Quando questa funzione viene a mancare il soggetto viene messo a confronto con un buco che lo può fagocitare. Ed è giustamente quanto avviene con il signor Persson, descritto dalla moglie come maniaco depressivo. Persson su insistenza di questa torna dal pastore per parlargli della sua sofferenza. Ma ciò che avviene è un'inversione: è il pastore e non Persson, mancando alla sua funzione di rappresentante del monastero di Dio sulla terra, a raccontare il dramma della sua esistenza, dramma che, non è tanto la morte della moglie ma l'inesistenza di Dio. Non c'è più fede che tenga, non c'è nessuno lassù. Questo punto viene colto da Persson, il quale non appena lascia la parrocchia, si suicida con un colpo di fucile.
È questo l'elemento principale nel capolavoro di Bergmann: l’inesistenza dell’Altro, rappresentato dal silenzio eterno di Dio.

Dott. Edison Palomino
Specialista in psicoterapia psicoanalitica 
Riceve a Milano su appuntamento al 345 453 4832.
Consulenze in tre lingue: italiano spagnolo e inglese;
anche tramite Skype: dr.edisonpalomino

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